domenica 5 febbraio 2017

I Guerrieri Dell'Anno 2072

Il poliedrico e instancabile Lucio Fulci nel 1964 si avvenura in una sorta di peplum rivisitato in chiave fantascientifica. In una manciata di anni il regista mette in fila horror, fantasy, thriller, erotici, insomma un percorso tipiamente fulciano, nulla di cui stupirsi. E' il 1984 (un anno significativo per l'immaginario distopico) ma noi siamo nel 2027, a Roma, in pieno impero, quello della WBasic che tesse e disfa i destini dei telespettatori, sinonimo di cittadini. Fulci non si limita a proiettare in avanti una vicenda "classica" come quella che vede contrapposti dei gladiatori al Potere tiranno, ma butta nel calderone varie suggestioni. Non può naturalmente mancare l'horror, derivante da un'ambientazione molto buia ed opprimente e da qualche uccisione "forte"; ci sono elementi action, confinati alle scene di "motocross", gli inseguimenti e le lotte nella New Coliseum Arena; e c'è la fantascienza con flash che rimandano a Rollerball, Arancia Meccanica (volendo anche Spartacus e volendo anche 2001: Odissea Nello Spazio), 1997: Fuga Da New York, Quinto Potere, L'Implacabile (successivo a 2072 ma tratto da un romanzo di Stephen King dell'82). Tutte pellicole che condividono una idea disturbante e asfittica di futuro. Fulci ha sempre detto che non stava rifacendosi a quei film, perlomeno non consapevolmente, ma il soggetto non era suo e nella sceneggiatura le teste pensanti furono ben 5 (Briganti, Dardano, Sacchetti e Frugoni, oltre lui). Dunque pare difficile immaginare che nessuno abbia realizzato che molti spunti provenivano da altri autori.

Il totalitarismo di un network televisivo, la sua esistenza e amministrazione pari a quella di un regime politico oscurantista, le riprese esclusivamente in notturna della città, i giochi circensi per soddisfare le folle, i concorrenti prelevati in modo coatto dalle carceri, la formula "vivere e o morire", il condizionamento delle menti e dei ricordi, la banda di assassini canterini (o meglio, fischiettanti), l'ossessione dello share televisivo, non sono pochi gli elementi che rimandano altrove, al cinema dei Jewison, dei Kubrick, dei Carpenter, dei Lumet. E allo stesso tempo questa ricchezza e versatilità tematica consente a Fulci di non limitare al perimetro della pura fantascienza da intrattentimento il suo film. Tanto estro enciclopedico permette anche di bypassare la pochezza dei mezzi finanziari e realizzativi, nonostante i quali Fulci confeziona ugualmente un prodotto assolutamente dignitoso. Fatti salvi magari i raggi verdi immobilizzatori, un po' pacchiani, e il comparto sonoro di effetti, quasi sempre dozzinali e improbabili, l'aspetto visivo di I Guerrieri Dell'Anno 2072 è tutto sommato soddisfacente considerando che siamo nel recinto del cinema (povero) di genere italiano dei primi anni '80.

Il cast è decisamente interessante, Jared Martin si assume le veci del James Caan della situzione, supportato da uno stuolo di caratteristi di prim'ordine, facce conosciutissime al pubblico italiano: Fred Williamson (il nero), Howard Ross (con una buffa uniforme corredata di un enorme cappellone degno Spaceballs), Claudio Cassinelli (con una zazzera inguardabile), Al Cliver (la scena della elettrocuzione è notevole), Hal Yamanouchi (stavolta mongolo). C'è poi Eleonora Brigliadori, con una parrucchetta a caschetto biondo. Fa un certo effetto vederla in una simile produzione (ma del resto questi film riservavano spesso sorprese del genere, si pensi alla Kanakis di 2019 di Martino); non solo la Brigliadori di oggi è (tristemente) lontana da simili orizzonti, ma anche limitandosi alla sua carriera di attrice, dopo il suo esordio proprio con Fulci, passerà sostanzialmente alle commedie (con l'eccezione dell'erotico La Cintura). Era bella la Brigliadori, peccato che tutto il resto non funzionasse.

Non mi sono piaciute granché le scene di azione, sembrano girate un po' svogliatamente, sono qualunque, anonime, prevedibili, prive di reale adrenalina, né vi è qualche trovata genialoide (a parte l'uso sapiente delle luci). Fulci risolve tutto in modo sbrigativo. Evidente quanto poco gli interessasse questo aspetto, a fronte dei contenuti distopici e delle intuizioni "artigianali" (le tante belle parentesi dutante la prigionia dei gladiatori, le scene degli allenamenti e dei tentativi di condizionamento psicologico). Curiosa anche la contrapposizione tra futuro e presente romano. Penso ad esempio a quando la Brigliadori trova il suo ex professore di Stanford confinato in una chiesa, con tanto di santini, madonne e impalcature. Pure il finale è molto tirato via, però è interessante l'interpretazione del ruolo dei computer nel mondo degli umani. Colonna sonora pomposa di Riz Ortolani. I Guerrieri Dell'Anno 2072 è un film molto divertente e pieno di spunti; in un ideale percorso del post atomico all'italiana occupa certamente un suo posto preminente.

1 commento:

  1. Pur apprezzando Fulci e il suo estro cinematografico, la vedo dura imbastire questo genere di film. Se non altro per la spietata e soverchiante produzione di Oltreoceano. Chi si accontenta gode, ovviamente, ma i post atomici risultano alla fine sempre pacchiani. Forse sarebbe stato più facile con il Vietnam, visto il periodo di produzione.

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