martedì 9 agosto 2011

Dolce Calda Lisa

Ho visto Dolce Calda Lisa (di A. Cesari, alias A. Tagliavia, 1980) .... e ci sono rimasto di sasso! Già, perché non avevo ben realizzato cosa stavo per vedere; nella mia ignoranza suprema, pensavo si trattasse del "solito" erotico all'italiana, più spostato sul dramma morboso che sulla commedia scollacciata magari, ma nulla di più. E anzi mi chiedevo se avrei visto qualche nudità godereccia, o se invece mi sarei dovuto rassegnare ad una pellicola ammiccante ma sostanzialmente casta. Cazzarola, come mi sbagliavo!
Ma procediamo con criterio, la trama: Lisa è una neo maggiorenne che vive al paesello suo. Il papà, contadino zotico, la dà in isposa ad un amico di famiglia, alla maniera dei matrimoni combinati dei bei tempi della pezzenteria rural-agreste. Lisa si trasferisce quindi a Roma col marito cinquantenne. Qui, nell'urbe tentacolare, fatta di cinema a luci rosse e botteghe di lingerie, respira aria nuova, ed in breve capisce che il mondo gira in tutt'altro verso rispetto a come aveva compreso lei al paesello. Si fa, nell'ordine: datore di lavoro del marito, manzo imbroccato al bar, conte dedito ad orge, amica bisex del manzo. Succede però che, in tutto questo tourbillon di pilates e aerobica caraibica, Lisa si innamori del manzo, ovvero un fancazzista motociclista puttaniere di livello extrastrong. Più lui la tratta male, più lei gli si avvinghia. Rimane pure incinta e naturalmente viene ripudiata seduta stante. Disperata, prende a vagare per Roma fino a raggiungere la stazione ferroviaria, dove..... (e qui il finale ve lo vedete da soli).


Andiamo a sviscerare i vari punti salienti: 1) Lisa, cioè Claudia Rocchi, è dolce, calda, ma soprattutto è di una bellezza devastante, sinceri complimenti alla mamma. Francamente sono rimasto abbagliato, ancora ho le cornee e le pupille indolenzite. A livello recitativo non siamo esattamente dalle parti di Meryl Streep e Marlene Dietrich, e certamente questo deve essere stato un gran cruccio per il regista, uno che - vorrei ricordarlo - ha chiamato il film Dolce Calda Lisa...
2) qualche spunto comico c'è, affidato interamente al marito (Francesco Parisi), un ometto grassottello e un po' goffo, che pensa di aver vinto alla lotteria con una moglie così, e invece.....
3) il manzo (Mario Cutini) è l'incarnazione del "Teorema" di Marco Ferradini ("prendi una donna, trattala male...." quella roba là), il bel tenebroso stronzo che più fa l'infame più inzuppa il biscotto, secondo una precisa legge di scienza ancora non compresa da molte.
4) Mezzo film è incentrato sull'orgia che si tiene a casa di un viscido conte (Enzo Fisichella), dove ha modo di esibirsi l'amica bisex e piuttosto infuocata del manzo Cutini, ovvero Annj Goren, poi starletta del porno italiano con Joe D'Amato. Ora, intanto pare di vedere Eyes Wide Shut 20 anni prima e realizzato con la paghetta che la mamma del regista allungava al cast, anziché con i soldi che la Warner Bros ha sborsato a Kubrik. Blasfemia del paragone a parte, il senso è veramente quello, e secondo me Kubrik Dolce Calda Lisa l'ha pure visto (si è fatto una risata, poi si è alzato dalla poltrona ed è andato a girare un capolavoro del cinema, e poi è morto). Fatto sta che, durante l'orgia, la pellicola sbraca di brutto, trasformandosi in un porno esplicito, altro che "erotico forse". Pistoni e albicocche in primo piano, smerigliati di tutto punto, dolce su e giù, sesso lesbo, tutto molto nature e user friendly.... alla faccia, mi sono detto! Non me lo aspettavo, anche perché fino a quel momento non si aveva proprio sentore del salto di qualità. Ok, poi il film riprende normale, anche se, più in là, c'è un altro calippo en passant, visto che oramai ci avevano preso gusto.

Dopo essermi documentato al riguardo, ho scoperto che naturalmente sono state a suo tempo realizzate due versioni del film, una soft e una hard. Non ho dubbi su quale delle due ho visto; è che non mi aspettavo che il solitamente dozzinale e approssimativo dvd Cecchi Gori (che sulla confezione non riporta nemmeno un banale divieto ai 14 anni) fosse addirittura la versione uncut del film, e azzardo che secondo me non lo sa nemmeno la Cecchi Gori Group cosa diavolo stia realmente vendendo.
84 minuti che scorrono via facili facili, con una colonna sonora talvolta veramente bizzarra e quasi fuori contesto. Non sono riuscito a scoprire se e quali altri film abbia fatto la Rocchi, che comunque, dopo questa prova, una gran fama presso Pupi Avati, i fratelli Taviani, Marco Bellocchio e Ermanno Olmi non deve essersela fatta. Ma siccome a me frega un pistone, vi posto una foto che ne esplica tutto il magnetismo panteristico.


18 commenti:

  1. ne ho visto una parte qualche tempo fa su una tv privata e devo dire che lo apprezzai molto, Laura Rocchi e' di una sensualita' forte ed e' molto brava nel ruolo della sposina con desideri repressi, molto forte la scena dello stupro, peraltro accettato, nel bar ad opera di Mario Cutini bravo nella parte del teppista che seduce, l'ho cercato molto come download senza trovarlo peraltro

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  2. hai ragione, la scena dello stupro è intensa e drammatica, non l'unica di una certa crudezza, sia visiva che psicologica. Ti approcci al film pensando che sia un b-movie di poche pretese, e al termine ti rendi conto invece che spesso e volentieri ci sono sprazzi di qualità superiore.

    Il dvd si trova a pochi euro, se non sei di quelli irriducibili che devono scaricare e basta....

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  3. Pensa che la politica di cecchi Gori è espressamente quella di non commercializare hard... Sono certo che non si siano mai accorti di aver immesso sul mercato la versione hard al posto della soft, dovrebbero ritirare le (credo poche) copie ancora disponibili sul mercato e forse questo economicamente è un peso ancor più gravoso. Credo sia finito già fuori catalogo ma non ne sono certo...

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  4. si, anche io ne sono convinto. Comunque qui da me il dvd è regolarmente in vendita nei negozi, non sembra una roba esaurita di quelle cult introvabili (vedi "Cornetti alla Crema", o "Conquest" di Fulci, mannaggia....!

    Ma tu hai notizie della Rocchi? Che fine ha fatto?

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  5. vorrei anch'io sapere che fine ha fatto Claudia Rocchi...e sarei contento magari potesse rilasciare un'intervista magari a qualche rivista tipo Notturno...comunque ho visto un profilo Facebook di Mario Cutini ma non so se sia reale.

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  6. Purtroppo non so che fine abbia fatto la Rocchi, che trovo di una bellezza disarmante...

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  7. si potrebbe fare un appello su internet. Laura Rocchi dove sei?

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  8. Quanto mi ha incuriosito questo film, che alla fine me lo sono procurato e visionato. Beh, sulla protagonista c'è poco da dire, è semplicemente e splendidamente appetibile. Mi piacerebbe davvero sapere che fine ha fatto. Per il resto, oserei dire che, con una semplice macchina da presa, forse un film del genere sarei riuscito pure io a imbastirlo. Mi è sembrato di un'ingenuità tecnica a dir poco disarmante. Ma gli attori sono stati presi per strada? O forse quelli sarebbero stati migliori?

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  9. eh, tipico, lo dicono tutti, "un film così l'avrei saputo fare pure io...". E invece col piffero, fare un film, anche la roba più trash che ti possa venire in mente, è un mestiere duro e cazzutissimo. Provare per credere. Non ci si immagina le millemila puttanate a cui bisogna pensare, delle quali tener conto; fidati, non lo avremmo fatto né tu né io.

    Comunque ci vai giù troppo duro tu col cinema di genere italiano; non so a quali visioni sei abituato (o appassionato), ma dovresti fare un corso intensivo, secondo me, scopriresti capolavori inaspettati, e allenteresti un po' le redini. Pure io nel post ho fatto le pulci al film, tuttavia ne consiglio certamente la visione, sempre meglio che un incudine....pardon, un film italiano qualsiasi di oggidì preso a caso.

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    1. sono pienamente daccordo . il film è ispirato un po' ad Anna karenina e un po' a madame bovary . la realizzazione è tecnicamente una schifezza , sembra una tesina per la scuola di cinema , ma comunque era il 1980 . Divertente l' aneddoto su Kubrik

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  10. Sai cosa? Va bene la riesumazione e la retrospettiva, e sopratutto la lungimiranza di giudizio. Io ti dirò non cerco sicuramente pellicole da ammazzarmi di pensieri, e quindi mi ritengo di bocca buona, non facendomi alcuna sorta di pregiudizi.Personalmente però, trovo che certe "ciofeche", siano troppo celebrate solo per il fatto di voler rendere onore ad una cinematografia snobbata e seppellita. Ok, ci sono delle piccole gemme incomprese, ma secondo me c'è anche tanto ciarpame spacciato per perle di creatività e innovazione. Accade al giorno d'oggi, e accadeva anche negli anni 70.

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  11. Perfettamente d'accordo Alex, nel vecchio cinema, come nel nuovo, non tutto è bello, non tutto è brutto, per carità. Si può esagerare sempre e comunque in un senso o nell'altro (esaltazione e demolizione) e infatti, se leggi i miei articoli, non di rado si dice pane al pane e vino al vino per le pellicole descritte.
    Anche della stessa Dolce Calda Lisa ho messo in luce i difetti di cui secondo me il film si "macchia", ciò nonostante la ritengo una pellicola godibile e tuttosommato interessante, e non solo per quel tu sai cosa... ;-)

    C'è da dire che comunque, dopo decenni di stroncature "Intelligenti", se adesso si eccede nell'apologia, personalmente non mi dispiace poi troppo...

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  12. Da buon ultimo chiedo venia (per puro caso l’ho visto solo pochi giorni fa), voglio resistere anch’io alla tentazione di svelarne il finale, preciso solo che la stazione era Roma Tiburtina. Per il resto, mi limiterei solo a un paio di brevi indicazioni cinematografiche, ossia che, tra gli spunti comici, nel cinema del quartiere di residenza della sposina Claudia Rocchi, appare in programmazione un film intitolato “Sole, sesso e... pastorizia” (!?!?); in una scena seguente, prima dello stupro (accettato) nel bar, ancora la sposina, insieme al marito e un’altra coppia, esce dal cinema al termine del film “Comincerà tutto un mattino: io donna, tu donna” (del 1978, regia di Angelo – o Elo - Pannacciò) e sul quale il marito esprime un commento decisamente negativo!
    Infine, ricompare la coppia Mario Cutini/Enzo Fisichella, dopo il film “Play Motel” (1979), regia di Mario Gariazzo/Roy Garrett.

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  13. Trovo la Rocchi molto bella, di una bellezza moderna e insolita rispetto allo standard androgino in voga alla fine degli anni '70.
    Peccato che non la si sia vista più.

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  14. La Rocchi era bellissima, senza dubbio, ben oltre la media. Anche se il modello androgino veniva adeguatamente compensato dalle Anna Maria Rizzoli, dalle Carmen Russo, dalle Ada Pometti, dalle Karin Schubert, dalle Orchidea De Santis.

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  15. Allora, in "La liceale nella classe dei ripetenti" (1978) c'è una studente che suona un flauto verde ed è precisa identica a Claudia Rocchi. Se poi vi guardate "Cannibal Holocaust" (1980) e soprattutto "Il fiore delle mille e una notte" (1974), è evidente che l'attrice "Luigina Rocchi" altri non è che la nostra Claudia Rocchi.
    In "Razza violenta" (1984) viene accreditata una certa "Deborah Keith", che è spiccicata a Claudia Rocchi.
    Non so perché non abbia più usato il nome Claudia Rocchi, ma potrei azzardare che le scene hardcore di "Dolce calda Lisa" siano state inserite a sua insaputa e quindi abbia poi preferito cambiare pseudonimo.

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    1. Puoi ammirare Claudia Rocchi (accreditata come Luigina) anche ne "La montagna del dio cannibale" di Sergio Martino (con Ursula Andress, Stacy Keach, Antonio Marsina, Claudio Cassinelli etc) nel ruolo d'una "selvaggia" che con un'altra cosparge la Andress con un impiastro arancione prima di darla in pasto alle formiche rosse:-)))

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  16. Ho visto il film Claudia Rocchi é di una bellezza sensuale,ho cercato su internet notizie di questo confettino ma,di lei,nessuno sa nulla ho visto il film ieri sera che bel panorama,mi piacerebbe sapere cosa fa,se si é sposata e se sta bene ciao Claudia Rocchi!

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